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11 marzo 2017

Calcari tipologie di roccie, conosciamoli insieme percorrendo da nord a sud la nostra penisola, prima parte Calcari Teneri.

Messina li   11 Marzo 2017 Letterio Cannao

In natura esistono varie tipologie di calcari, che per comodita/praticità è stato scelto di suddividerli in gruppi, naturalmente tenendo conto delle loro caratteristiche strutturali.

Primo gruppo       Calcari Incoerenti e Calcari Teneri

Secondo gruppo Calcari Compatti     (definiti come marmi)

Terzo gruppo       Calcari Saccaroidi   (definiti marmi puri)

CALCARI INCOERENTI

Tipico calcare incoerenti è la famosa crale, calcare molto friabile e farinoso, di colore bianco giallognolo, strutturato essenzialmente da gusci di foraminiferi, appartiene al Cretaceo. In questo caso non si trova in italia ma bensi’ in Francia, Belgio,Germania e Inghilterra, macinata serve per fare i gessetti da lavagna, ed impiegata nella formulazione della Calce.

CALCARI TENERI ,calcari teneri o tufi calcarei, sono piu consistenti, utilizzati anche per le costruzioni, di facile scolpibilità, nello stesso tempo hanno poca resistenza alla compressione e scarsa durevolezza

RICONOSCIAMO INSIEME I CALCARI TENERI NEL NOSTRO TERRITORIO, DESCRIZIONE E LOCALITA’.

Pietra Caciolfa, (Spoleto)

estratta dai monti Martani, zona Spoleto Umbria, di colore bianco/grigia/giallognola, grana fine, scolpibile,molto usata per elementi decorativi, in particolare a Perugia, le sue caratteristiche non la rendono particolarmente resistente agli agenti atmosferici che ne provocano la disgregazione.

 

Pietra di Poggio Picenze (L’aquila)

di colore bianca, con grana fine e molto uniforme, tanta utilizzata nella regione come pietra da taglio che per lavori architettonici e di sculture. Le cave di pietra bianca di Poggio Picenze hanno avuto un ruolo importante nella costruzione degli attuali centri storici XIV-XIX secolo e in particolare del centro storico dell’Aquila, in quanto era la cava che forniva le parti più esteticamente qualificanti l’edificio, facciate, imbotti, finestre, colonne, pavimenti, lesene, altari, statuaria, con quella pietra furono realizzati edifici e chiese quali Santa Maria del Suffragio, meglio conosciuta come Anime Sante, e poi Palazzo Quinzi, Palazzo Pica Alfieri, palazzo Ardinghelli, palazzo Centi ed altro.

Pietra gentile di Ostuni  (Puglia)

bianca in assoluto, con grana fine, buona come pietra da taglio in quanto con il tempo la stessa indurisce assumendo anche una colorazione giallognola, le caratteristiche della pietra di Ostuni ne fa un materiale ideale per gli spazi esterni perché resistente e duttile ad ogni destinazione d’uso. Il suo colore naturale e le sue lavorazioni la rendono perfetta con i colori di un giardino e di uno spazio all’aperto.

Pietra leccese, (Lecce)

Calcare bianco/giallognolo a grana fine ed omogenea,tenera appena estratta, anch’essa come la pietra di Ostuni, col tempo indurisce e varia la cromia in un giallo avorio, questa roccia ha una composizione piuttosto omogenea: l’esame petrografico rivela che è costituita principalmente da carbonato di calcio (CaCO3) sotto forma di granuli di calcare (costituito da microfossili e frammenti di macrofossili di fauna marina, risalenti a circa sei milioni di anni fa) e di cemento calcitico, a cui accessoriamente si possono trovare glauconite, quarzo, vari feldespati e fosfati, oltre a sostanze argillose finemente disperse caolinite, smectite e clorite), che, nelle diverse miscele, danno origine a differenti qualità della roccia, la pietra leccese è un tipo di pietra di origine calcarea estratta nella regione salentina. Gli scalpellini del 600 diedero vita a dei veri e propri capolavori di scultura impreziosendo chiese e palazzi di Lecce e della sua provincia, inventando un tipo di barocco molto particolare che deve la sua originalità proprio a questa pietra. Il leccisu nome con il quale viene chiamata la pietra in dialetto leccese è una varietà di roccia che assume prevalentemente tre colorazioni diverse tendenti dal bianco, al grigio e al giallo paglierino. La pietra leccese è un litotipo a grana fine facilmente lavorabile con elevate doti di duttilità (potrebbe scolpirla anche un bambino), essa è molto resistente e versatile.

 

Pietra bianca di Siracusa

La pietra bianca di Siracusa, detta anche pietra arenaria di Siracusa o in dialetto locale pietra giuggiulena (pietra-torrone di sesamo), è una roccia sedimentaria, formatasi nel Miocene, composta prevalentemente da calcareniti organogeni e ghiaie poligeniche, calcare a grana molto fine di colore bianco/avorio, roccia che costituisce la formazione geologica dell’isola di Ortigia parte dell’antica siracusa, e di altre zone limitrofe fino ad arrivare al territorio di Noto, materiale molto utilizzato nell’era barocca.

Alla prossima con la descrizione e rassegna delle località in cui è possibile reperire i Calcari Compatti , passando dalla liguria, Lombardia,Veneto, Toscana, Umbria, Abruzzo, Campania, Puglia, e Sicilia.

Bibliografia:

Forum Paleofox.com – Rocce Carbonatiche e Rocce organogene

Appunti Personali –  Letterio Cannao

N.B: Le presenti note sono tratte dalla mia personale esperienza trentennale nell’ambito del recupero dei materiali lapidei.

lavorazione Marmi, levigatura Marmi , ,
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